Capitolo 10 – Il Portale si è mostrato

Il vento soffiava diverso, come se portasse con 

sé un canto dimenticato.

Finnis camminava in silenzio.

 La mappa non serviva più: era lei a guidarlo ora,

 pulsando nel cuore, indicandogli la strada senza 

parlare.

Ogni luogo visitato sembrava rispondere:

 i simboli si accendevano lievemente, gli alberi si 

inchinavano, l’aria diventava più leggera.

I Luoghi Magici erano in ascolto.

 Si stavano allineando.

 Come stelle nel cielo. Come nervature su 

un’unica foglia.

E poi accadde.

In una radura silenziosa, tra due querce secolari,

 l’aria tremò.

 Una luce si aprì come un respiro. Nessuna 

porta visibile. Nessun rumore.

 Solo una presenza calda, viva, che attirava l’anima.

Il Portale.

Era lì.

Invisibile agli occhi comuni, ma chiarissimo 

per chi sapeva credere.

 Non servivano incantesimi.

 Solo un cuore puro, libero dal dubbio e 

pieno di meraviglia.

Finnis si fermò.

Non lo attraversò.

 Non ancora.

Scrisse invece nel diario:

“Il Portale non si apre con la forza.

 Si apre quando sei pronto.

 Quando dentro di te c’è spazio per l’incanto.”

Forse quel Portale non era per lui.

 Forse era per chi sarebbe arrivato dopo.