
Cap 9 – Le Porte tra i due mondi
Camminava da mesi, forse anni, e ogni passo tracciava un segno in più sul filo sottile che univa due mondi. Finnis aveva sempre cercato prove. Ora le stava trovando.
I luoghi che visitava – archi, ruderi, ponti, alture, fontane – non erano comuni. Le forme, le geometrie, persino le proporzioni coincidevano con quelle impresse sulle mappe antiche di Narnia.
Aveva cominciato a capire cosa fossero quei segni: punti di connessione tra due mondi, luoghi speciali da cercare e riconoscere. Erano la prova che Narnia aveva lasciato delle impronte, ancora visibili a chi sapeva dove guardare.
La mappa viva sembrava reagire ogni volta che si avvicinava a uno di quei luoghi: piccoli tremori, bagliori appena accennati, linee che si riordinavano.
Finnis comprese che non era più solo un esploratore. Era diventato testimone. E ora toccava a lui rivelare quei luoghi ad altri.
Ma non bastava una voce. Servivano occhi nuovi. Persone in grado di vedere oltre il velo dell’abitudine. Bambini, viaggiatori, sognatori.
Scrisse nel diario:
“La mia terra non è scomparsa. Ha lasciato impronte. E chi saprà riconoscerle… ne potrà raccontare l’origine.”
E mentre il sole calava tra le pietre dorate della città, Finnis sorrise: forse… non era il solo a sapere.